IN LAVORAZIONE

 

 

Universalmente riconosciuto come mitico fondatore del Taoismo.

Lao Tze giovane vecchio

 

Nella iconografia tradizionale cinese, viene sempre raffigurato con tratti "anziani" anche in fasce; il che sta a rappresentare l'anima antica in un giovane corpo.

 

 

 

 

 

coraggio

 

I detti più famosi di Lao Tze:

« "Quando si perde il Tao, appaiono la moralità e il dovere"

"È meglio accendere una lampada, che maledire l'oscurità"

"L'argilla è necessaria per modellare un vaso. Ma il suo uso dipende dal vuoto interno che si riesce a creare"

"Coloro che sanno non parlano e quelli che parlano non sanno."

"Nel mondo nulla è morbido e debole quanto l’acqua, ma nel lavorare il solido e il forte nulla è in grado di superarla"

"Un buon viaggiatore non ha piani precisi e il suo scopo non è arrivare"

"Un viaggio di mille miglia comincia sempre con il primo passo"

"Più si emanano leggi e decreti, più ci saranno ladri e predoni." »

(Lao Tze)

 

Lao Tze è tradizionalmente ritenuto l'autore del Tao Te Ching, saggio composto di poco più di cinquemila parole e contenente i punti cardine della sua dottrina. Seguendo l'esempio di altri trattatisti cinesi, Lao Tze per spiegare le proprie idee e concezioni fa ampio ricorso a paradossi, analogie, ripetizioni, simmetrie, rime, e costruzioni ritmiche. Non a caso, l'intera opera può essere interpretata come una complessa analogia, dove il monarca rappresenta l'ego e gli innumerevoli cittadini dell'Impero le sensazioni e i desideri sperimentati dal corpo.

Il Tao Te Ching, spesso chiamato semplicemente Laotze in virtù del suo presunto autore, delinea il Tao (voce cinese che significa «via, cammino») come la fonte ideale di tutta l'esistenza: è invisibile, ma non trascendente, estremamente potente eppure umile, ed è la radice di tutte le cose. Le persone, che agiscono in seguito ai propri desideri e al libero arbitrio, spesso si comportano «in maniera non naturale», alterando il naturale equilibrio del Tao; ebbene, il Tao Te Ching si prefigge lo scopo di far ritornare i propri studenti a uno stato naturale in perfetta sintonia con il Tao. In questo ambito si inscrive la polemica contro il linguaggio e la saggezza tradizionale, considerati intrinsecamente prevenuti ed artificiali.

Un concetto fondamentale del Tao Te Ching, e dell'intero taoismo, è il wu wei. Stabilito come norma suprema del comportamento individuale e collettivo, il wu wei non invita alla passività, sebbene esiga un'attenzione costante al mondo circostante, così da non interferire con il fluire spontaneo degli eventi naturali. Si tratta, in ogni caso, di un concetto che si presta a diverse interpretazioni, anche sul piano linguistico, tanto che in italiano «wu wei» può essere tradotto letteralmente come «non agire», «non sforzarsi» o anche, in senso teatrale, come «agire spontaneamente» o «vivi il momento».

All'etica del non agire, infatti, si affianca quella della spontaneità, cristallizzata nel termine ziran, interpretabile anche come «armonia con il Tao». Lao Tze, infatti, è un fautore della semplicità, della spontaneità e dell'umiltà, valori praticabili quotidianamente ma anche sul piano politico, ripudiando la guerra, le tassazioni gravose e le leggi eccessivamente severe.

(tratto da Wikipedia)